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DIFESA INDIRETTA DELLA VITE

Ogni individuo vivente, in base ad una serie di fattori (genetici, ambientali, nutrizionali, climatici, età, ecc.) risulta più o meno sensibile alle malattie, e la vite, ben nota come pianta rustica di grande adattabilità, non sfugge a questa regola.
Ciascun viticoltore conosce perfettamente, nell'ambito della propria azienda, il vigneto più sensibile all'oidio, il più recettivo alla peronospora precoce rispetto
a quello facilmente interessato a stagione avanzata; dove si sviluppa l'escoriosi
e i filari, o parti di essi, aggrediti con maggior probabilità da cocciniglie, metcalfa
o ligus.
Certo non mancano i parassiti bizzarri, come la tignola, la quale, se un anno
danneggia una zona, quello successivo può aggredirne un'altra, rendendo difficile la lotta preventiva.
Queste anomalie non devono impedire di considerare importanti tutti gli interventi agronomici atti a limitare lo sviluppo di parassiti fungini e animali, con il risultato di una difesa ottimale senza eccedere con gli agrofarmaci, anzi, limitandone al minimo il loro impiego.
Vediamo quali possono essere gli elementi principali, gestibili da chi opera in
vigneto, in grado di ostacolare l'insorgenza e lo sviluppo delle malattie della vite.