Vit.En

EVOLUZIONE DEI PRINCIPI ATTIVI ANTIODICI

di Lorenzo Lelli, Mauro E. M. D'Arcangelo

L’oidio della vite è stato segnalato per la prima volta nel 1845 in Inghilterra dal
giardiniere Tucker su viti allevate in serra. La prima segnalazione in Italia risale
al 1849 e due anni dopo si era già diffuso su tutto il territorio nazionale. Nel
1850 fu proprio un toscano, il Marchese Cosimo Ridolfi, a studiare la malattia
e a sperimentare l’uso dello zolfo nella lotta all’oidio. Il rimedio trovato rimase
sostanzialmente valido anche in epoca successiva, tanto è vero che lo zolfo
è ancora oggi largamente utilizzato, ma mentre per circa 120 anni è stato praticamente l’unico anticrittogamico in mano al viticoltore, negli ultimi anni se ne sono aggiunti molti altri.
In molti casi la difesa antioidica è subordinata alla difesa antiperonosporica,
e si realizza miscelando antiperonosporici e antioidici caratterizzati da persistenza simile. È bene quindi conoscere le caratteristiche dei singoli principi attivi.

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