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Potatura di allevamento

Potatura di allevamento

Come per tutte le essenze arboree da frutto dal momento in cui la piantina viene messa a dimora, alla piena fruttificazione passano alcuni anni nei quali si devono effettuare interventi di potatura (sia invernale che estiva) allo scopo principale di imporre una determinata forma ritenuta la più idonea per la varietà, la futura potatura, l’ambiente e la destinazione produttiva desiderata. Nel periodo di allevamento la produzione è nulla o comunque scarsa, per cui è conveniente ridurre al minimo tale fase improduttiva, senza però compromettere l’adeguata crescita.

Normalmente si cerca di non avere alcun prodotto al primo e secondo anno (se necessario asportando totalmente i grappolini appena formati) mentre viene ritenuta congrua la produzione del 70% al terzo anno (anche da un punto di vista legale per la maggior parte dei disciplinari di produzione dei vini IGT, DOC e DOCG). Al quarto e quinto anno la produzione non deve superare il normale, anche per evitare di spossare le giovani piante, non ancora provviste di un apparato radicale ben strutturato.

La potatura di allevamento deve essere fatta da mani esperte allo scopo di formare un ceppo sano e longevo. Va naturalmente mirata alla forma di allevamento ricercata. A seconda della vigoria si può potare a due gemme, oppure a 6-8 gemme.

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Forme di allevamento della vite e problemi di potatura nella provincia di Asti

di Morando A., Quaglino A.da Quaderni di Vitic. Enologia Univ. di Torino n. 6 1982I sistemi di allevamento e relativi problemi di potatura della Provincia di Asti sono stati "censiti" nelle varie zone del territorio e studiati dettagliatamente [...]