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Ampelografia

Introduzione

Il viticoltore riconosce bene le varietà che abitualmente coltiva e sarebbe in grado di individuarle anche in un altro ambiente, perché una determinata cultivar mantiene abbastanza costanti le sue caratteristiche (forma e colore delle foglie, dei tralci, dei grappoli, ecc.), con variazioni legate essenzialmente alle condizioni di nutrizione. Lo stesso viticoltore trova invece difficoltà a riconoscere qualche pianta diversa finita per errore assieme alle barbatelle acquistate. Stessi problemi si riscontrano per individuare, con un nome univoco, vecchie varietà ormai poco diffuse, chiamate a volte in modo diverso anche a distanza di pochi chilometri. Il tutto si spiega facilmente se si tiene conto che a livello mondiale ci sono da 12 a 15 mila varietà diverse di vite. 

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La vitis sylvestris

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Le "impronte digitali" dei vitigni.

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Le Malvasie

Di Giancarlo Scalabrelli e Claudio D'Onofrio Da Vitenda 2008 L'articolo fornisce una sintesi esauriente delle conoscenze più recenti su questo ricchissimo gruppo di vitigni: dalle Malvasie bianche aromatiche e non, a quelle a bacca [...]

I vitigni autoctoni tra realtà e immaginazione

di Giancarlo Scalabrelli. Da Vitenda 2003 Indipentemente dal successo riscontrato negli ultimi anni dai vitigni autoctoni, dettato da una moda probabilmente destinata a un lento declino, è importante contrastare l'erosione genetica [...]

Ampelografia: tra passato e futuro

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Vitigni e suscettibilità alle avversità parassitarie

Da Vitenda 2022 Di Michele Borgo Un articolo pubblicato su Vitenda 2022 che aggiorna e chiarisce aspetti relativi alla suscettibilità alle malattie, alla resistenza o alla tolleranza delle piante verso alcuni patogeni. 

Il patrimonio clonale del nebbiolo

Da Vitenda 2023 Di Franco Mannini Un articolo che illustra l'elevata eterogeneità morfolofica del nebbiolo che si manifesta sia tra biotipi di provenienze geografiche diverse sia tra quelli della medesima zona.
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