Perdita di produzione. La peronospora provoca una perdita di produzione proporzionale all’attacco sul grappolo. I grappoli colpiti, specie se nella prima fase della stagione, disseccano completamente. A volte però tale danno al momento della raccolta è inferiore al previsto. Infatti a volte accade che infezioni primarie possano interessare anche percentuali non trascurabili dei giovani grappolini ma, qualora tali infezioni vengano poi subito bloccate, il danno reale alla vendemmia sarà sempre meno di quanto atteso. La vite è in grado di recuperare alla parziale perdita di produzione incrementando la grandezza dell’acino, che può sopperire ad un numero di acini inferiori.
Danni qualitativi. Derivano essenzialmente dalla ridotta efficienza fotosintetica da parte dell’apparato fogliare che provoca un decadimento dei processi di maturazione portando a uve e vini con alterati parametri chimici ed organolettici. Le conseguenze di un attacco peronosporico di forte entità possono ripercuotersi anche l’anno successivo con una minor fertilità delle gemme, inferiore allungamento dei germogli e un generale calo qualitativo dell’uva (Jermini et al., 2010) (APPROFONDIMENTO B).