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botti e tini di legno

Introduzione

Il contenitore di legno era quasi sconosciuto nelle civiltà greca, etrusca e romana, dove erano invece diffusi i recipienti in creta, funzionali, facili da realizzare ed economici.
Nel medioevo l’uso della botte si diffuse e rimase l’unico contenitore fino alla fine del XIX secolo, quando iniziarono a trovare impiego i recipienti in muratura e poi quelli in cemento armato.
Verso il 1970 in Francia era diffusissima la piccola botte (barrique) pressoché assente da noi dove, anche la botte grande, era ormai rara. Negli ultimi 35 anni, prima gradualmente e poi con maggiore intensità, anche nel nostro Paese si assiste al ritorno importante della barrique e poi delle botti medie (10-50 hl) e del tino di legno.
Solo sul rapporto Botte-vino sono stati scritti interi volumi e, sicuramente, c’è ancora tanto da scoprire. Limitandoci alle evidenze macroscopiche si rileva subito che un vino rimasto in botte per qualche mese è più stabile e più longevo. Il merito è del legno che favorisce la precipitazione dei tartrati e cede piccole quantità di tannini che facilitano l’illimpidimento e migliorano la stabilità.
Le sostanze cedute dal legno (sono oltre cento quelle conosciute), in particolare tannini ellagici, acidi fenolici, sostanze aromatiche, si amalgamano lentamente con il vino e si trasformano grazie alla porosità della botte. Lentamente, si assiste ad una evoluzione del contenuto che, se adatto al contatto con legno, può migliorare le sue caratteristiche. Possono giovarsi di questi scambi sia i vini bianchi che rossi, generalmente strutturati e ottenuti con uve ben mature.

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VINIFICAZIONE DEI ROSSI - Tecniche di Estrazione

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INFLUENZA DELLA BARRIQUE SULLA COMPOSIZIONE AROMATICA DEI VINI

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Il nuovo utilizzo del legno in enologia

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BIOVITIENOLOGIA... o no? Estratto 3

Estratto dal volume della Vit.En.L'argomento trattato è "Botti e Tini di legno"

I contenitori nell'industria enologica. Corriere Vinicolo n. 20 1993

Vantaggi e svantaggi dei materiali impiegati per la fabbricazione dei contenitori enologici.

Indagine sulle tipologie e la consistenza dei vasi vinari.

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Barrique e trucioli, una coesistenza possibile.

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Conservazione e affinamento. Corriere Vinicolo n.44 2009

La gestione di queste fasi darà un'impronta indelebile al vino. le modificazioni chimiche e microbiologiche vanno costantemente monitorate al fine di ottenere un prodotto di qualità.

Lavare e sanificare le barriques

Alessandra Biondi Bartolini Da Millevigne. 4 2014 L'autrice presenta le varie tecniche per la detergenza e igienizzazione dei vasi vinari in legno da incrostazioni di tartrati e altre sostanze.

Recipienti in legno in enologia, cosa sapere.

Lavezzaro S., Morando A. Da L'Informatore Agrario, 2017 - n.12, 44-47 Dalle essenze legnose per botti alla realizzazione delle stesse, in tutti i passaggi. Un interessante viaggio nel mondo dei vasi vinari in legno.