Vit.En

botti e tini di legno

Stagionatura delle doghe

I produttori che forniscono botti di qualità escludono il ricorso alla stagionatura rapida in forni essicatoi, inadatta a consentire la naturale evoluzione del legno. Questa è invece ottenibile con l’esposizione delle cataste alle intemperie che, nell’alternanza delle stagioni e dell’andamento climatico, vanno a determinare la graduale riduzione dell’umidità interna, mentre le precipitazioni depurano il legno dai tannini in eccesso.
Una regola approssimativa indica in un anno per ogni dieci millimetri di spessore della doga il tempo necessario alla stagionatura. In pratica le doghe delle barriques di 22 mm, richiedono almeno due anni (esigenze particolari possono consigliare di protrarre la stagionatura a tre anni), mentre per le doghe delle botti grandi saranno necessari 4-5 anni di permanenza all’aperto.

Ricerca per Tag: botti e tini di legno

VINIFICAZIONE DEI ROSSI - Tecniche di Estrazione

di Lorenzo Tablino Se esiste un settore in cui l’evoluzione in cantina è stata rapida e sorprendente la vinificazione è sicuramente in pole position. Non c’è Simei o Wintech o Enoforum in cui non venga presentato o rinnovato un nuovo [...]

INFLUENZA DELLA BARRIQUE SULLA COMPOSIZIONE AROMATICA DEI VINI

di Antonella Bosso, Maurizio Petrozziello, Silvia Motta, Massimo GuaitaIl processo di vinificazione di molti vini rossi di qualità prevede un periodo, compreso tra gli 8 ed i 15 mesi, di affinamento in fusti di piccole [...]

Il nuovo utilizzo del legno in enologia

di Lara Tat, Piergiorgio Cornuzzo, Franco Battistutta, Roberto Zironi. Un'alternativa all'affinamento in barriques è dato dall'utilizzo di chips, xoakers e cubes di legno di diversa forma, dimensione e grado di tostatura. Questo [...]

BIOVITIENOLOGIA... o no? Estratto 3

Estratto dal volume della Vit.En.L'argomento trattato è "Botti e Tini di legno"

I contenitori nell'industria enologica. Corriere Vinicolo n. 20 1993

Vantaggi e svantaggi dei materiali impiegati per la fabbricazione dei contenitori enologici.

Indagine sulle tipologie e la consistenza dei vasi vinari.

di Bevione D., Morando A., Taretto E.da Vini d'Italia VI 4 1990Si tratta di un "censimento" dei vasi vinari più diffusi in Piemonte. Dalle botti e barrique, l'acciaio inox, il cemento al PRFV.

Barrique e trucioli, una coesistenza possibile.

Di Riccardo Castaldi Da Vitenda 2008 Si riassumovo i pro e contro di una procedura discussa e controversa: l'uso dei chips, o trucioli di quercia, nell'elaborazione dei vini, in alternativa alle tradizionali barriques, autorizzato dalla [...]

Conservazione e affinamento. Corriere Vinicolo n.44 2009

La gestione di queste fasi darà un'impronta indelebile al vino. le modificazioni chimiche e microbiologiche vanno costantemente monitorate al fine di ottenere un prodotto di qualità.

Lavare e sanificare le barriques

Alessandra Biondi Bartolini Da Millevigne. 4 2014 L'autrice presenta le varie tecniche per la detergenza e igienizzazione dei vasi vinari in legno da incrostazioni di tartrati e altre sostanze.

Recipienti in legno in enologia, cosa sapere.

Lavezzaro S., Morando A. Da L'Informatore Agrario, 2017 - n.12, 44-47 Dalle essenze legnose per botti alla realizzazione delle stesse, in tutti i passaggi. Un interessante viaggio nel mondo dei vasi vinari in legno.
Pagina:
1
2>>