Vit.En

botti e tini di legno

Gestione delle botti

La botte nuova di piccole dimensioni, realizzata con doghe a spacco e sottoposta a tostatura, è praticamente pronta all’uso: basta un buon lavaggio con acqua calda e soda seguito da un abbondante risciacquo.

Le botti grandi, costruite con rovere tagliato a sega e non sottoposte a tostatura, richiedono generalmente un abbonimento, ottenibile con un energico lavaggio con acqua calda aggiunta di soda, oppure il contenimento, per alcuni giorni, di acqua aggiunta dell’1-2% di sale.

La botte si conserva bene se piena. Se, occasionalmente, deve essere lasciata vuota, è bene mantenerla impregnata di vino (non risciacquarla con acqua che favorisce l’instaurazione delle muffe) e solfitarla, bruciando le apposite pastiglie. Prima del reimpiego effettuare un accurato lavaggio e attendere che il contenitore asciughi.

Ricerca per Tag: botti e tini di legno

VINIFICAZIONE DEI ROSSI - Tecniche di Estrazione

di Lorenzo Tablino Se esiste un settore in cui l’evoluzione in cantina è stata rapida e sorprendente la vinificazione è sicuramente in pole position. Non c’è Simei o Wintech o Enoforum in cui non venga presentato o rinnovato un nuovo [...]

INFLUENZA DELLA BARRIQUE SULLA COMPOSIZIONE AROMATICA DEI VINI

di Antonella Bosso, Maurizio Petrozziello, Silvia Motta, Massimo GuaitaIl processo di vinificazione di molti vini rossi di qualità prevede un periodo, compreso tra gli 8 ed i 15 mesi, di affinamento in fusti di piccole [...]

Il nuovo utilizzo del legno in enologia

di Lara Tat, Piergiorgio Cornuzzo, Franco Battistutta, Roberto Zironi. Un'alternativa all'affinamento in barriques è dato dall'utilizzo di chips, xoakers e cubes di legno di diversa forma, dimensione e grado di tostatura. Questo [...]

BIOVITIENOLOGIA... o no? Estratto 3

Estratto dal volume della Vit.En.L'argomento trattato è "Botti e Tini di legno"

I contenitori nell'industria enologica. Corriere Vinicolo n. 20 1993

Vantaggi e svantaggi dei materiali impiegati per la fabbricazione dei contenitori enologici.

Indagine sulle tipologie e la consistenza dei vasi vinari.

di Bevione D., Morando A., Taretto E.da Vini d'Italia VI 4 1990Si tratta di un "censimento" dei vasi vinari più diffusi in Piemonte. Dalle botti e barrique, l'acciaio inox, il cemento al PRFV.

Barrique e trucioli, una coesistenza possibile.

Di Riccardo Castaldi Da Vitenda 2008 Si riassumovo i pro e contro di una procedura discussa e controversa: l'uso dei chips, o trucioli di quercia, nell'elaborazione dei vini, in alternativa alle tradizionali barriques, autorizzato dalla [...]

Conservazione e affinamento. Corriere Vinicolo n.44 2009

La gestione di queste fasi darà un'impronta indelebile al vino. le modificazioni chimiche e microbiologiche vanno costantemente monitorate al fine di ottenere un prodotto di qualità.

Lavare e sanificare le barriques

Alessandra Biondi Bartolini Da Millevigne. 4 2014 L'autrice presenta le varie tecniche per la detergenza e igienizzazione dei vasi vinari in legno da incrostazioni di tartrati e altre sostanze.

Recipienti in legno in enologia, cosa sapere.

Lavezzaro S., Morando A. Da L'Informatore Agrario, 2017 - n.12, 44-47 Dalle essenze legnose per botti alla realizzazione delle stesse, in tutti i passaggi. Un interessante viaggio nel mondo dei vasi vinari in legno.
Pagina:
1
2>>